C’è un filo invisibile che lega Torquato Tasso alla sua terra natale, Sorrento. Non è solo questione di nascita, ma di un’appartenenza più profonda, viscerale, che resiste al tempo e alle distanze. Torquato Tasso nacque qui l’11 marzo 1544, quando il Regno di Napoli era ancora dominio spagnolo, e sin da bambino respirò un mondo colto e raffinato: il padre Bernardo era poeta e uomo di corte, la madre Porzia de’ Rossi una nobildonna intelligente e sensibile.
Eppure, radici solide non bastano a proteggere dalle tempeste. La morte prematura della madre, quando Torquato aveva solo dodici anni, lo segnò nel profondo. Da allora, il suo cuore rimase inquieto, calmo solo in apparenza.

Una casa, una memoria viva
Tutti sanno che il grande autore della Gerusalemme Liberata è nato a Sorrento, ma pochi conoscono davvero la casa che lo vide bambino. Oggi, grazie alla passione dello studioso Raffaele Di Palma, possiamo gettare uno sguardo su quel frammento di storia.
Nel cuore del centro storico di Sorrento, Torquato vide la luce in un palazzo appartenente alla famiglia Mastrogiudice. L’edificio originale crollò nel Seicento, ma non è andato perduto del tutto: ne restano due archi e una balconata. Oggi, quegli antichi resti sono inglobati in una struttura alberghiera, e continuano a raccontare qualcosa di lui anche attraverso l’arte che ha consegnato all’eternità, impressi in dipinti, stampe, cartoline.

Sorrento non è stata solo il luogo della nascita. Nella mente e nell’anima di Tasso, questa terra – fatta di profumi, luce e sirene – è rimasta una presenza costante, anche a distanza.
Non sorprende, allora, se tra le pagine della Gerusalemme Liberata si scorgono giardini incantati, atmosfere mediterranee, visioni armoniose che sembrano evocare l’incanto di Sorrento. Anche se visse gran parte della vita lontano, quel paesaggio – reale o ideale – non lo lasciò mai davvero.

Torquato Tasso e Villa Coralia

In effetti, è proprio nelle suggestioni sospese tra sogno e natura che si inserisce anche il fascino di Villa Coralia: un luogo che oggi, con i suoi affacci mozzafiato, i suoi giardini curati e le sue atmosfere poetiche, potrebbe sembrare uscito da una scena dell’Aminta o da uno degli incanti di Armida. In questo angolo intimo, pervaso di bellezza e silenzio, sembra ancora possibile percepire l’eco della sensibilità tassiana, immersi in atmosfere sospese tra incanti naturali e visioni senza tempo. Proprio a suggellare questo legame, tra gli ulivi e i sentieri di Villa Coralia c’è una lapide commemorativa che ricorda il poeta con versi intensi, incisi nella pietra nel 1931. Fu voluta e dedicata a Torquato Tasso dal poeta e letterato Saltovar, sensibile interprete dello spirito tassiano. La lapide celebra con accenti lirici il dolore e la grandezza del poeta, fuggitivo e fragile, ma sempre ispirato dalla bellezza del paesaggio sorrentino:

A TORQUATO TASSO
SU QUESTO COLLE APRICO / L’IRA FUGGENDO, E IL FATO, / DEL SUO MORTAL NEMICO, / PIANSE D’AMOR TORQUATO!
OR LA SUA CETRA ANTICA / COL MORMORAR DEI VENTI, / IN QUESTA VALLE AMICA / RIPETE I BEI CONCENTI!
Capanna del Sole – 25 Aprile 1931 – Anno IX

Queste parole, scritte da Saltovar e rivolte al Tasso quasi come un’invocazione, sembrano ancora oggi vibrare nell’aria della Villa. Tra i profumi della macchia mediterranea e il canto lieve del vento, la lapide restituisce una presenza poetica viva, quasi che l’anima del grande autore possa ancora passeggiare tra gli scorci di Villa Coralia, in dialogo silenzioso con la natura e la memoria.

Un’invocazione poetica che sembra fondere memoria, mito e paesaggio, lasciando che la voce di Tasso risuoni ancora oggi tra gli echi del vento e il canto della natura.

Il ritorno del figlio ferito
Nel 1577, in una fase drammatica della sua esistenza, Tasso tornò a Sorrento. La sua mente era stanca, segnata da delusioni, paure, persecuzioni reali o presunte. Si rifugiò nella casa della sorella Cornelia, cercando riparo, silenzio, forse salvezza. Ma il ritorno, come spesso accade, non guarì le sue ferite. Era un uomo cambiato, e anche Sorrento non era più la stessa.
Quella breve parentesi non fu una rinascita, ma divenne un simbolo: l’ultimo abbraccio tra il poeta e la sua città, carico di nostalgia e di malinconia.
Da allora, l’immagine del “poeta sventurato” si fuse con quella di Sorrento, quasi come se le sue scogliere e i suoi vicoli conservassero per sempre l’eco del suo dolore.
Oggi, passeggiando tra gli ulivi o affacciandosi dalle terrazze panoramiche di Villa Coralia, si può provare a immaginare quel Tasso inquieto e fragile, alla ricerca di una pace che il mondo non gli concesse mai davvero.

Piazza Tasso: cuore della città
A ricordare costantemente il legame tra Sorrento e il suo poeta più illustre c’è anche Piazza Tasso, cuore pulsante della città.
Intitolata proprio a Torquato Tasso, è oggi il crocevia di vita sorrentina: luogo d’incontro, di passeggiate, di memoria.
Proprio da questa piazza partono le vie principali del centro storico, e al suo centro troneggia il monumento dedicato al poeta, come se volesse abbracciare idealmente l’intera città che gli diede i natali.

Un’eredità che continua
A Sorrento, il nome di Tasso non è solo storia: è vita presente. Ogni anno, l’Associazione Bartolomeo Capasso organizza meeting e convegni dedicati alla sua figura, presso la Biblioteca Comunale. Le sue statue, le sue lapidi, ma soprattutto il suo pensiero continuano ad abitare la città, intrecciandosi alla sua identità culturale.
Torquato Tasso è stato, e resta, uno dei più profondi interpreti della complessità umana. Il legame con Sorrento è reale e simbolico, biografico e letterario. È il luogo da cui è partito, ma anche quello a cui è sempre, in qualche modo, tornato.
Ed è proprio lì – tra il mare e i monti, tra la luce e l’ombra, o nel silenzio aristocratico di una villa come la nostra, affacciata sul golfo – che possiamo ancora cercarlo. E trovarlo.

Vivi la Storia di Tasso a Villa Coralia
Per chi desidera immergersi ancora di più nella storia di Torquato Tasso e scoprire i luoghi che lo hanno ispirato, un soggiorno a Villa Coralia rappresenta un’esperienza unica. Con i suoi affacci mozzafiato, i giardini curati e l’atmosfera che sembra sospesa nel tempo, Villa Coralia è il posto ideale per esplorare il legame profondo tra il poeta e la sua terra natale. Un’opportunità imperdibile per rivivere la magia di Sorrento e camminare nei luoghi che hanno ispirato uno dei più grandi poeti della letteratura italiana. Non mancate di visitare la lapide commemorativa dedicata a Tasso, situata tra le piante e i sentieri della villa: un tributo intenso e toccante, che ancora oggi custodisce l’eco della sua voce e della sua poesia.

La famiglia di Villa Coralia